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Presentazione con slide del "Progetto audiolibri" di "tutto il mondo in Ospedale” presso l’Aula Magna nel reparto di Pediatria al Policlinico Umbeto I di Roma

                                                 

SLIDE 1

Questo lavoro, parte dal desiderio di creare, con le voci dei bambini, un audiolibro e attraverso tali voci far conoscere le loro esperienze e i loro stati d’animo.

 


SLIDE 2

Sono bambini e ragazzi, dall’età prescolare fino all’adolescenza, in terapia presso i reparti di pediatria I e II, Oncologia, Ematologia, Ortopedia, IRC del policlinico Umberto I e di Neuropsichiatria infantile I e II di Roma.


 SLIDE 3

Cos’è un audiolibro? È la registrazione di una lettura ad alta voce di un testo interpretato in modo espressivo modulando la voce e caratterizzando i personaggi.

Durante le fasi di registrazione le dinamiche interpersonali hanno assunto caratteristiche complesse e ciò che inizialmente era ideato come una testimonianza, successivamente, nel lavoro collettivo, è diventato anche “altro”, su cui vale la pena riflettere.

 

SLIDE 4

Il progetto nasce dalla proposta che le insegnanti della scuola -Istituto Comprensivo via Tiburtina Antica - all’interno dei reparti, fanno ai bambini: scrivere testi narrativi e in versi, sia singolarmente che in gruppo, per poi “interpretarli” vocalmente.

 Le tematiche dei testi spaziano dalla pura fantasia alla cruda realtà, con personaggi animati o immaginari, scaturiti durante il periodo di degenza, che diventano improvvisamente eroi e protagonisti in un contesto dove gli alunni, per la prima volta trasformano un’esperienza di routine in un momento di creatività, realizzando così una sorta di “metafora della malattia”.

 I testi degli adolescenti invece sono molto più introspettivi e strutturati in modo rigido.

 

SLIDE 5

Sulla base di tali testi sono state registrate le tracce audio per la realizzazione dell’audiolibro. Attraverso la guida di un esperto, si è raggiunto l’obiettivo inizialmente prefissato. 

Il risultato è stato una continua interazione calibrata sugli interpreti: 

- un’interazione più spontanea e giocosa con i bambini

- un’interazione sicuramente più complessa con gli adolescenti, a causa di una probabile maggior difesa, diffidenza, controllo, timore competitivo (paura di sbagliare)…

 Un impegno intellettivo che ha donato loro un modo nuovo di esprimersi e di stare insieme, dove non è così importante il risultato in sé, bensì il percorso fatto per raggiungerlo.

 

SLIDE 6

Ciò che emerge nel processo creativo, a mio parere, è il coinvolgimento e la relazione che si viene a creare con i bambini. Nell’interazione emergono l’alleanza e l’umorismo, come l’esplosione di risa incontenibili, la spensieratezza, i modi gioiosi e il tempo che trascorre veloce in luogo sicuro.

A conferma riporto il bellissimo complimento ricevuto dalla caposala del DH di ematologia che mi dice: “di aver donato ai bimbi momenti d’ilarità e gioia in un contesto in cui si fatica a farli sorridere”, informandomi del fatto di come tre bambini del suo reparto, dopo il lavoro svolto insieme, si siano dimenticati di farsi togliere la cannula alla fine della terapia… ”in pratica stavano andando a casa con l’ago infilato nel braccio, cosa che generalmente non vedono l’ora di farsi togliere”.

Ciò contrasta con il loro iniziale senso di responsabilità e di controllo di tipo normativo, con il concedersi invece un momento di libertà giocosa.

 

SLIDE 7

Oltre a ciò che si può cogliere in maniera immediata, ci sono poi degli aspetti meno evidenti per i quali sarebbe auspicabile un’analisi più approfondita.

A tale proposito ci si può interrogare:

-       la ripetizione di parole o frasi può contribuire ad allontanare l’imprevisto? 

-       Il ripetere innumerevoli volte una parola o una frase, anche con coloriture affettive diverse, può aumentare il senso di autoefficacia percepita e il proprio vocabolario emotivo?

-       le identificazioni nei personaggi delle storie raccontate possono essere guidate positivamente per superare le difficoltà? 

 Tutti questi aspetti potrebbero, se adeguatamente affrontati,  influenzare positivamente la terapia che ciascun minore segue? 

Questa esperienza pur presentando degli interrogativi a cui far fronte, andrebbe riproposta sistematicamente anche con il supporto di figure professionali diverse, con una pianificazione articolata secondo tempi e modalità concordate, facendo attenzione nel creare gruppi omogenei per età e problematiche.

 

SLIDE 8

Rimane comunque la forza, anche se solo per un’ora, di un ricordo che i bambini hanno saputo mantenere e cristallizzare nei loro disegni colorati ed espressivi. Per questo ritengo che il cammino, durante le diverse fasi abbia dato valenza e significato al tutto.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al progetto e mi hanno donato l’opportunità di conoscere i ragazzi e di aver condiviso con loro tale esperienza.


© fabiana simonelli 2012